Fino a qualche anno fa, la promozione dei libri seguiva strade note: presentazioni nelle librerie, recensioni su riviste di settore, passaggi televisivi degli autori più noti e — per i più fortunati — la classica esposizione in vetrina. Poi è arrivato TikTok, e con lui BookTok, una community esplosa in modo del tutto organico, che oggi guida trend, impone titoli e — sorprendentemente — riporta in classifica libri pubblicati anche decenni fa.
Sì, stiamo vivendo la nascita di una nuova era del libro. Un’epoca in cui non è più (solo) il critico letterario a decretare il successo di un romanzo, ma una ragazza qualsiasi che piange davanti alla videocamera dopo aver letto l’ultimo capitolo. Un’epoca dove il passaparola si è trasformato in algoritmo e dove la distanza tra editore, autore e lettore si è accorciata fino quasi a scomparire.
Cos’è BookTok (e perché dovremmo prenderlo sul serio)
BookTok è una sottocategoria di contenuti nati su TikTok, centrata sulla lettura. Video brevi, emozionali, spesso girati in camera da giovani lettrici e lettori che condividono le proprie reazioni, raccomandazioni, classifiche e veri e propri “book haul“. Il tono è diretto, personale, autentico. E questo è il primo segreto del successo: le persone non promuovono i libri, li vivono.
A livello numerico, l’impatto è impressionante: l’hashtag #BookTok ha superato i 200 miliardi di visualizzazioni. Ma il vero dato che ha fatto aprire gli occhi all’industria editoriale è stato l’effetto concreto sulle vendite. Alcuni esempi?
- Colleen Hoover, autrice americana con all’attivo decine di titoli, è diventata un fenomeno mondiale grazie a BookTok. Il suo libro It Ends With Us è tornato in classifica anni dopo la pubblicazione, vendendo milioni di copie.
- In Italia, titoli come La canzone di Achille di Madeline Miller o La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig hanno avuto una seconda (e più potente) vita proprio grazie al tam tam su TikTok.
- Anche classici come 1984 di Orwell o Orgoglio e pregiudizio sono stati riscoperti da una generazione che li ha conosciuti non a scuola, ma sui social.
Un nuovo ecosistema per l’editoria
Quello che BookTok sta costruendo è un ecosistema culturale completamente nuovo. Un luogo in cui:
- La scoperta del libro è visiva ed emotiva: non si parla di trame, ma di lacrime, colpi di scena e personaggi che “ti spezzano il cuore”.
- I generi più popolari non sono quelli “classici”, ma i romanzi young adult, fantasy, dark romance, queer fiction.
- Il lettore diventa anche influencer, e spesso anche autore: sempre più scrittori emergenti pubblicano dopo aver guadagnato visibilità su TikTok, innescando fenomeni virali prima ancora della stampa.
Non si tratta di una moda passeggera. BookTok ha ridisegnato la filiera del libro: non solo i lettori scoprono nuovi titoli, ma i librai li espongono con etichette “visti su TikTok”, le case editrici pianificano le uscite in base ai trend e i dipartimenti marketing iniziano a selezionare creator e ambassador per creare engagement intorno a un titolo.
Come può usare TikTok una casa editrice?
Non si tratta di “saltare sul carro del vincitore”, ma di capire una rivoluzione linguistica e relazionale. Per una casa editrice come Wiseman, che crede nel valore delle idee, delle parole e del dialogo con le nuove generazioni, TikTok non è solo un canale promozionale, ma un laboratorio vivo.
Ecco alcuni modi concreti per usare TikTok nel mondo editoriale:
- Coinvolgere creator autentici: non basta mandare una copia a chi ha tanti follower. Serve trovare voci genuine, appassionate, con una community attiva e coerente con i valori del libro.
- Lanciare sfide e format: ad esempio, un book challenge, una reaction live al finale, una “playlist musicale” ispirata al romanzo. I contenuti generati dagli utenti (UGC) sono oro puro.
- Mostrare il dietro le quinte: far vedere come nasce un libro, come si fa la copertina, cosa succede in redazione. Lavorare sulla trasparenza e la relazione.
- Usare il linguaggio della community: TikTok ha codici visivi, audio e testuali molto precisi. Bisogna saperli ascoltare, prima ancora di provare a “fare contenuti”.
- Creare contenuti “emozionali”: la trama va bene, ma ciò che funziona davvero sono le reazioni, i brividi, le lacrime, la frase sottolineata. Il libro non va raccontato, va sentito.
Una nuova era… o un ritorno alle origini?
Paradossalmente, ciò che BookTok ha fatto non è tanto allontanare il libro dal suo passato, quanto riportarlo al centro della vita delle persone. Oggi, per un adolescente, leggere un romanzo non è solo un’attività solitaria, ma un gesto sociale. Un modo per esprimersi, connettersi, esistere dentro una comunità globale che parla la stessa lingua fatta di parole, emozioni e sogni.
Per chi lavora nel mondo editoriale, questo significa rimettere il lettore al centro. Non come target, ma come parte attiva. Non come consumatore, ma come alleato, co-autore della diffusione del messaggio.
Wiseman crede nei libri che restano, che si condividono, che fanno crescere. E proprio per questo, guarda a BookTok non con scetticismo, ma con interesse. Perché forse, tra un video virale e una lacrima sincera, sta nascendo il lettore del futuro.
E questa volta, non possiamo permetterci di non ascoltarlo.