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	<title>Audio &#8211; Wiseman</title>
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		<title>Podcast: a cosa ti serve?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[utilità del podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[Il podcast è un potente strumento per #Imprenditori e #LiberiProfessionisti. Scopri come può esserti utile"]]></description>
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<p>Se hai letto il nostro post dedicato sai bene <a href="https://www.wisemansrl.com/podcast/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cos&#8217;è un podcast</a>. </p>



<p>Ma se non lo hai fatto, eccoti un brevissimo riassunto: un podcast è uno show, cioè un programma audio (e a volte anche corredato da video) registrato in modalità digitale e reso disponibile su Internet attraverso un sito web o una piattaforma apposita.</p>



<p>Proprio l&#8217;esistenza di piattaforme dedicate, che funzionano di fatto come aggregatori e che possono essere gratis o a pagamento, rende il podcast un contenuto estremamente agile, dal momento che i file possono essere ascoltati online oppure scaricati.  </p>



<p>Bene, ora si capisce il successo che i podcast stanno avendo negli ultimi anni. Ma a cosa serve registrarne uno? </p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché questo contenuto digitale è uno strumento sempre più usato per raggiungere la propria platea di fruitori?</h4>



<p>Come si può facilmente intuire, il podcast è uno contenuto essenziale che potenzia il <strong>Content Management</strong>, al pari di un video o di un blog: consente di dare valore e arricchire la presenza digitale di chi decide di registrarlo, distribuendo i tuoi contenuti in modo semplice ed efficace. </p>



<p>Ma, a differenza di un blog, presenta delle caratteristiche peculiari che lo rendono estremamente più appetibile, vediamo insieme quali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">È facilmente fruibile anche facendo altro.</h2>



<p>Il grande vantaggio del podcast rispetto al blog sta nel fatto che il blog lo devi leggere. </p>



<p>Ora, leggere è un&#8217;attività straordinaria (non per niente stai leggendo un articolo in un blog!) ma non nascondiamocelo: è una cosa faticosa, perché che coinvolge in maniera attiva tutto il lettore e necessita di attenzione continua, quindi può essere svolta solo in determinati momenti e quando non si è distratti da altri compiti o impegni.</p>



<p>Ascoltare un podcast invece è un&#8217;attività più &#8220;passiva&#8221;, che è possibile svolgere anche facendo altro, tipicamente guidando, ma anche correndo, cucinando e, perché no, addirittura lavorando. Tanto, se perdi il filo, puoi tornare indietro e riascoltare.</p>



<p>Ma potresti obiettare: anche un video lo si può lasciare in sottofondo e se ci si distrae è possibile tornare indietro e ripartire.</p>



<p>Vero, ma anche il video presuppone la tua attenzione se non uditiva almeno visiva, perché spesso le immagini sono portatrici di contenuto più dell&#8217;audio (che potrebbe quasi inesistente), mentre un contenuto audio di questo tipo è più flessibile anche del video.</p>



<p>Più fruibile dalla gente pigra. E la gente, di base, è pigra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consente di ottimizzare il proprio tempo</h2>



<p>In genere passare un&#8217;ora o più in auto, magari tutti i giorni, per recarsi al lavoro è considerato dai più tempo buttato. Tempo che però può divenire &#8220;ben speso&#8221; ascoltando un podcast su un argomento di nostro interesse: <strong>attualità, economia, letteratura, true crime</strong>, perfino quelli che in tempi ora percepiti come antiliduviani, si chiamavano &#8220;radiodrammi&#8221; e che ora sono tornati in grande spolvero proprio grazie a questo nuovo formato.</p>



<p>È quasi impossibile non trovare un contenuto che risponda alle nostre esigenze e questo lo rende una fonte immensa di scoperte.</p>



<p>Per questo le persone più attive e produttive, quelle che hanno costantemente la sensazione di perdere tempo se non sono impegnati in qualcosa, potranno trovare nell&#8217;ascolto di questi audio una validissima attività complementare in quei &#8220;tempi morti&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fa figo, sia che lo ascolti o che lo produci</h2>



<p>Diciamoci la verità: oggi se non hai una playlist di podcast da seguire sei guardato quasi con sospetto. Ma a parte gli scherzi, ormai è diventato talmente diffuso che non si può non aderire al movimento.</p>



<p>Ti dirò di più: passare da ascoltatore a produttore, soprattutto se sei un #Imprenditore o un #LiberoProfessionista, potrebbe darti quella spinta reale per costruirti in breve tempo e con risultati duraturi la fama di esperto o l&#8217;aura del guru.</p>



<p>Metterci la faccia, o meglio la voce, e parlare della propria impresa, della propria esperienza e e perché no, anche dei propri fallimenti, consente entrare in empatia con chi ascolta e se poi i nostri contenuti sono preparati e studiati a dovere, di diventare un punto di riferimento per il target di clienti che si vuole raggiungere.</p>



<p>Molto più del blog, che ha un tempo di persistenza molto più basso, il podcast rimane sui dispositivi di chi l&#8217;ha scaricato e tramite sapienti attività di <strong>remarketing </strong>la tua esperienza sarà riconosciuta da un numero sempre crescente di persone. Un vantaggio che non tutte le attività digitali e offline possono darti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">È semplice da realizzare, ma&#8230;</h2>



<p>Per realizzare un podcast non servono grandissimi investimenti, né tecnici esperti: basta uno smartphone o un computer, un microfono di discreta qualità, qualche software gratuito di editing audio (<a href="https://www.audacityteam.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Audacity</a>&nbsp;ad esempio, ma anche quelli a corredo di qualsiasi Mac) e una piattaforma che ti consenta la pubblicazione e la distribuzione del tuo prodotto (<a href="https://www.spreaker.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Spreaker</a> è una di queste).</p>



<p>Registrare non è complicato e se ci prendi la mano puoi inserire musica di sottofondo, crearti un piccolo jingle o addirittura una sigla: basta un po&#8217; di curiosità, tempo e voglia di provare.</p>



<p><strong>Ma c&#8217;è un MA</strong>. </p>



<p>L&#8217;utilizzatore del podcast è in genere evoluto, molto più evoluto di quello dei video, e comparerà la qualità del tuo podcast con la qualità della tua proposta, quando non addirittura con la qualità di te, nel bene e nel male.</p>



<p>Ciò significa che se il prodotto è raffazzonato, poco curato, con uno script approssimativo e qualche difetto audio, l&#8217;ascoltatore penserà che la tua proposta sia di scarso valore o che addirittura tu stesso sia di scarso valore. </p>



<p>Viceversa se il contenuto è ben fatto, con il giusto equilibrio tra parlato e suono, ben progettato ed editato, passato per le sapienti mani in post produzione, magari con musiche equalizzate con la voce, senza riverberi, suoni secondari o accidentali, allora chi ti ascolta percepirà la qualità dell&#8217;impegno e del contenuto che gli stai offrendo e potrebbe trasferire la professionalità del podcast con la tua. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Una arma molto potente, con la popolarità in crescita ed ancora relativamente poco utilizzata.</h4>



<p>Allora, cosa aspetti a progettare e realizzare il tuo primo podcast? <a href="https://www.wisemansrl.com/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca qui</a> per una CONSULENZA GRATUITA con un editor esperto di Wiseman e inizia la tua avventura nel mondo dei podcast. </p>
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		<title>Sai cos&#8217;è un podcast?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 09:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo vuoi sapere velocemente o nel dettaglio? Cominciamo con la versione breve: Il podcast è la raccolta digitale di contenuto audio molto simile ad un programma radiofonico, a puntate, in [&#8230;]]]></description>
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<p>Lo vuoi sapere velocemente o nel dettaglio? </p>



<p>Cominciamo con la versione breve: Il podcast è la raccolta digitale di contenuto audio molto simile ad un programma radiofonico, a puntate, in genere specializzata in determinati argomenti,  caricato su apposite piattaforme che ne consentono la fruizione (cioè l&#8217;ascolto). Diciamo che potrebbe essere  considerato l&#8217;anello mancante tra il <a href="https://www.wisemansrl.com/video/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Video</a> ed il <a href="https://www.wisemansrl.com/libri-wiseman/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Libro</a>, con la freschezza <a href="https://www.wisemansrl.com/audiolibri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell&#8217;audiolibro</a> in diretta TV. </p>



<p>In brevissimo, è un programma audio ad episodi che puoi ascoltare OnDemand.</p>



<p>In realtà è un pochino più complicato spiegarlo bene: cominciamo dal nome, che deriva dalla crasi di &#8220;IPOD&#8221; (il celeberrimo device di Apple) e &#8220;Broadcast&#8221;, che indica una trasmissione &#8220;da uno a molti&#8221;, o &#8220;cast&#8221; che in inglese significa trasmettere. Quindi, mettendo insieme i due componenti di cui sopra, possiamo dire che il significato di <em>podcast</em> è trasmettere tramite un iPod (o, come si può facilmente immaginare, anche altri mezzi).</p>



<p>Per inciso, sembra &#8211; ma non abbiamo trovato conferme ufficiali a questa che potrebbe essere una fake di dimensioni immani &#8211; che il termine IPod sia stato scelto dal termine &#8220;pod&#8221; che letteralmente vuol dire “baccello” cioè piccolo ma potente contenitore&#8230;ambasciator non porta pena&#8230;</p>



<p>La nascita del podcast potrebbe essere individuata alla fine degli anni Novanta,  quanto la connessione internet cominciò ad essere diffusa anche in ambiente domestico e quindi upload e download cominciarono a diffondersi con facilità; sono gli anni di Napster, per intenderci e della digitalizzazione della strumentazione per la produzione audio, con novità come il software di editing Protools e registratori portatili come il Sony Minidisc.</p>



<p>Ma è con l&#8217;avvento dei lettori MP3 e soprattutto, nel 2001,  del primo IPod (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mc_FiHTITHE" rel="nofollow noopener" target="_blank">presentato il 23 ottobre 2001 di fronte ad una platea molto scettica</a>&#8230;) che il fenomeno comincia a dilagare, diventando di fatto un fenomeno mainstream con la funzionalità ad hoc dell&#8217;IPod Nano (trionfale l&#8217;accoglienza, in tanti ricordano il  &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=M5fGQw17U7M" data-type="URL" data-id="https://www.youtube.com/watch?v=M5fGQw17U7M" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Mi sono sempre chiesto a cosa servisse questa tasca.</a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=M5fGQw17U7M" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">..</a>.&#8221; ).</p>



<p>Da quel momento in poi, produrre e diffondere audio, fosse esso musica o un programma radiofonico, costava circa un decimo di quanto poteva costare anche solo cinque anni prima, e molti pionieri del web iniziano a realizzare e distribuire autonomamente il loro programma radiofonico. Nel 2004 il giornalista <a href="https://benhammersley.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Ben Hammersley</a> parla del fenomeno&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">in un articolo del The Guardian</a> molto famoso, &#8220;Audible Revolution&#8221; suggerendo alcuni nomi per identificare questa nuova moda: “Ma come possiamo chiamarla?&nbsp;<em>Audioblogging</em>?&nbsp;<em>Podcasting</em>? GuerillaMedia?”. Il&nbsp;<em>podcasting</em>&nbsp;inizia a diffondersi in quegli anni quasi esclusivamente negli Stati Uniti, per un motivo molto semplice: l’assenza totale di una radio di stato con copertura nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Podcast in Italia</h2>



<p>Fuori dagli States la musica (e non potrebbe usarsi figura più azzeccata) è totalmente differente. Non solo in Europa, ma persino in Canada la diffusione del podcast è lenta e guardata con diffidenza.</p>



<p>In Italia all&#8217;inizio il podcast era utilizzato dalle radio più grandi semplicemente come tecnologia per rendere disponibili i programmi tradizionali anche on-demand al di fuori degli orari di messa in onda. Nessuna produzione originale, quasi nessun investimento (il quasi è prudenziale) </p>



<p>Poi pian piano &#8211; complici molti fattori che esulano dallo scopo di questo blog &#8211; anche in Italia la diffusione fino ai tempi odierni: una ricerca condotta da Nielsen rivela che gli ascoltatori italiani abituali di podcast sono passati da 850.000 a 2.700.000, nel giro di tre anni, con una crescita del 217%. Complice anche i due anni di reclusione o libertà vigilata per Covid&#8230;</p>



<p>Di fatto ad oggi possiamo dire, guardando agli ultimi 25 anni, che i podcast hanno ridefinito la grammatica dell&#8217;audio perché se prima era possibile ascoltare un programma audio/radio solo quando lo stesso andava in onda, ora è possibile scaricarlo e ascoltarlo a piacimento&nbsp;con tempi e logiche totalmente autonome.</p>



<p>In genere si fa scaricando APPLE Podcast, oppure Google Podcast sugli smartphone Android, con la medesima logica: guardare i vari programmi disponibili, vedere le loro puntate, scegliere di riprodurli e di iscriverti.</p>



<p>Bene, abbiamo visto insieme cos&#8217;è un podcast, come è nato e cosa significa. Abbiamo anche visto come se ne usufruisce: non ci resta che sdraiarsi sul divano e cominciare. Buon ascolto!!</p>
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