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	<title>Casa editrice &#8211; Wiseman</title>
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	<title>Casa editrice &#8211; Wiseman</title>
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		<title>Mondadori: com&#8217;è diventata la più grande casa editrice d’Italia (e cosa ci racconta la sua storia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 13:18:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia, quando si parla di editoria, è impossibile non pensare a Mondadori. La sua presenza è talmente pervasiva nelle librerie, nelle scuole, nei giornali e persino nei fumetti, che [&#8230;]]]></description>
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<p>In Italia, quando si parla di editoria, è impossibile non pensare a <strong><a href="https://www.mondadori.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Mondadori</a></strong>. La sua presenza è talmente pervasiva nelle librerie, nelle scuole, nei giornali e persino nei fumetti, che viene quasi naturale darla per scontata.</p>



<p>Ma dietro quel marchio storico c’è una <strong>storia di oltre cento anni</strong>, fatta di intuizioni, conquiste, crisi, rilanci e, soprattutto, un’ambizione chiara: portare cultura e contenuti di qualità al più ampio pubblico possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri di un gigante</h2>



<p>Partiamo da un dato di fatto: <strong>Mondadori è la più grande casa editrice italiana</strong>. Non si tratta solo di percezione, ma di numeri. Nel 2022, il Gruppo Mondadori ha chiuso l’anno con un fatturato superiore ai <strong>900 milioni di euro</strong>, confermando la sua leadership in quasi tutti i settori editoriali in cui opera: libri trade, scolastici, periodici. </p>



<p>La sua quota di mercato nel settore librario è stimata attorno al <strong>27%</strong>, un dato impressionante se si pensa alla frammentazione del mercato editoriale.</p>



<p>A questa posizione dominante ha contribuito una serie di <strong>acquisizioni strategiche</strong>: da Rizzoli Libri (oggi riorganizzata in Rizzoli Education) a <a href="https://deascuola.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank">De Agostini Scuola</a>, fino alla recente acquisizione di <a href="https://www.starcomics.com/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Star Comics</a>, editore di riferimento per manga e graphic novel. Tutto questo fa di Mondadori un ecosistema editoriale capace di parlare a tutte le fasce d’età e a tutti i gusti, con oltre <strong>50 marchi editoriali</strong> sotto lo stesso cappello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle rive del Po a capitale dell’editoria</h2>



<p>Eppure, tutto è cominciato in provincia. Siamo nel 1907, a <strong>Ostiglia</strong>, un piccolo centro sul Po, in provincia di Mantova. Qui il giovane <strong>Arnoldo Mondadori</strong> avvia una piccola tipografia. In pochi anni pubblica i primi libri per ragazzi e, nel 1929, lancia una delle collane più iconiche della letteratura popolare italiana: <strong>i Gialli Mondadori</strong>. È proprio da qui che nasce il genere “giallo” come sinonimo di noir in Italia.</p>



<p>Ma è negli anni ’30 che Mondadori comincia a fare sul serio: si assicura la pubblicazione di <strong>Topolino</strong> grazie a un accordo con Walt Disney, un colpo da maestro che consolida la sua reputazione come editore capace di coniugare cultura e intrattenimento.</p>



<p>Nel secondo dopoguerra, con l’Italia che riparte, anche Mondadori cambia marcia. Lancia <strong>Epoca</strong>, rivista di approfondimento ispirata a Life, e successivamente <strong>Panorama</strong>, che diventerà una delle voci più influenti del giornalismo italiano. Ma il vero spartiacque arriva nel <strong>1965</strong>, con la nascita degli <a href="https://www.oscarmondadori.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>Oscar Mondadori</strong>,</a> la collana tascabile economica che rivoluziona il modo di leggere in Italia. Libri accessibili, ben curati, distribuiti ovunque. Da quel momento, la lettura non è più un privilegio, ma un diritto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il passaggio ai grandi numeri (e ai grandi capitali)</h2>



<p>Negli anni ’80, Mondadori sperimenta con la TV (ricordiamo Rete 4, prima del passaggio a Fininvest) e si apre ai mercati internazionali. Ma è proprio in questo periodo che si consuma una delle pagine più complesse della sua storia: lo scontro per il controllo del gruppo tra <strong>Carlo De Benedetti</strong> e <strong>Silvio Berlusconi</strong>, culminato nei primi anni ’90 con l’ingresso definitivo del gruppo Fininvest nel capitale di Mondadori.</p>



<p>Da quel momento, sotto la guida di <strong>Marina Berlusconi</strong>, il Gruppo si trasforma in una vera e propria holding culturale. Negli anni 2000, Mondadori spinge sul digitale, si allea con Kobo per il mercato degli e-reader, e acquisisce pezzi importanti del mondo editoriale italiano. Tra il 2015 e il 2022 mette a segno mosse decisive: Rizzoli, De Agostini Scuola, Star Comics. In parallelo, riorganizza la divisione libri e consolida quella scolastica. È la definitiva consacrazione come <strong>player editoriale a 360 gradi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E oggi? Un gruppo multicanale, culturale e (sempre più) sostenibile</h2>



<p>Oggi Mondadori è molto più di una casa editrice. È un <strong>gruppo multimediale</strong> che produce libri, riviste, contenuti digitali, prodotti per la scuola, eventi. Il suo modello punta sulla <strong>sinergia tra marchi</strong>, sulla forza distributiva (con la rete delle librerie Mondadori Store) e su una sempre maggiore <strong>attenzione alla sostenibilità</strong>.</p>



<p>Nel 2023 ha avviato il piano strategico ESG (Environmental, Social, Governance) con obiettivi concreti su riduzione delle emissioni, diversità di genere, responsabilità sociale. Insomma, Mondadori non guarda solo al profitto, ma alla costruzione di un <strong>ecosistema culturale più responsabile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mission e Vision: coerenti nel tempo?</h2>



<p>E qui arriviamo a una domanda cruciale: un’azienda così grande, cresciuta per oltre un secolo, è rimasta fedele alla sua identità? Le sue dichiarazioni ufficiali parlano chiaro.</p>



<p>La <strong>mission</strong> di Mondadori è:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Favorire la diffusione della cultura e delle idee attraverso prodotti, attività e servizi che soddisfino i bisogni e i gusti del più ampio pubblico possibile.”</em></p>
</blockquote>



<p>La <strong>vision</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Coniugare l’amore per la cultura e la qualità editoriale con le leggi del mercato, la propensione a intuire e anticipare i cambiamenti con il rispetto e la tutela dei valori alla base del ruolo dell’editore nella società civile.”</em></p>
</blockquote>



<p>Parole forti, che esprimono l’ambizione di mantenere il ruolo dell’editore come <strong>pilastro culturale</strong> anche in un mondo dominato da logiche di consumo rapido e digitale.</p>



<p>E, a ben vedere, Mondadori sembra aver mantenuto fede a questa identità. Ha saputo trasformarsi senza perdere l’anima. Certo, qualcuno potrebbe osservare che la quantità rischia talvolta di superare la qualità, che l’espansione industriale potrebbe snaturare il valore culturale. Ma finora il bilanciamento ha tenuto. E l’impegno su sostenibilità, innovazione e valorizzazione dei giovani autori sembra andare proprio nella direzione indicata da missione e vision.</p>



<p>La storia di Mondadori è, in fondo, la storia dell’editoria italiana. Dai tascabili agli eBook, dai Gialli a Topolino, dalle riviste agli audiolibri, ha accompagnato (e spesso anticipato) i gusti e i bisogni del pubblico. Ed è diventata quello che è non per caso, ma per <strong>strategia, coerenza e coraggio imprenditoriale</strong>.</p>



<p><strong>Oggi Mondadori è un colosso, sì, ma un colosso con un’identità chiara: fare cultura per tutti. E in un’epoca in cui la cultura è spesso messa da parte, questa è forse la sua missione più importante.</strong></p>
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		<title>Una piccola casa editrice può sopravvivere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 10:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[Wiseman]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mondo digitale in cui viviamo, la sopravvivenza di una piccola casa editrice di progetto, come Wiseman, rappresenta una sfida affascinante e complessa. Ma è la possibilità di immergerti in un mondo dove oramai si fatica a vivere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Un Viaggio nel Mondo della Lettura</strong></p>



<p>Nel mondo digitale in cui viviamo, la sopravvivenza di una piccola casa editrice di progetto, come Wiseman, rappresenta una sfida affascinante e complessa. Le nuove forme di consumo dei contenuti, dominate dai social media e dalle piattaforme online, hanno trasformato il modo in cui leggiamo e interagiamo con i testi. tutto è diventato più frenetico, più veloce, più isterico, e quindi si sta perdendo la profondità a discapito della superficialità, la pluralità a discapito della singolarità e dell&#8217;unicità.</p>



<p>Tuttavia, ciò che proprio le piccole realtà editoriali possono offrire è un&#8217;esperienza di lettura profonda e personale che non può essere replicata dai rapidi scroll di <a href="https://www.facebook.com/wisemansrl/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Facebook</a> o dall&#8217;effimero sfavillio di <a href="https://www.instagram.com/wisemaneditore/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Instagram</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Leggere di un Libro vs. Consumare un Post</h3>



<p>Leggere un libro implica una connessione intima, un viaggio all&#8217;interno di un universo di parole. La lettura di un libro avviene a un ritmo lento, dove il lettore ha il tempo di riflettere, di assaporare ogni frase. Ogni pagina sfogliata è un momento di pausa, un&#8217;opportunità per immergersi in pensieri, emozioni e narrazioni. Questo processo non solo aiuta a sviluppare un legame profondo con il contenuto, ma consente anche una sorta di riflessione personale, stimolando la creatività e l&#8217;immaginazione.</p>



<p>Al contrario, la lettura di un post sui social media è superficiale e veloce. Le informazioni scorrono, spesso prive di profondità, e l&#8217;attenzione è costantemente distratta da contenuti visivi e notifiche. In un contesto del genere, il lettore è più un osservatore passivo che non un esploratore attivo, perdendo la ricchezza di un’esperienza narrativa completa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Magia del Libro</h3>



<p>Quando si tiene un libro tra le mani, si percepisce immediatamente la sua fisicità. Il profumo della carta, il suono delle pagine che si sfogliano, tutto contribuisce a creare un rituale unico. In un’epoca di continui stimoli esterni, questo momento di intimità diventa un rifugio. Un libro invita a fermarsi, a riflettere e a trovare risposte a domande che forse nemmeno ci siamo mai posti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un Invito a Riscoprire la Lettura e a scoprire la nostra casa editrice</h3>



<p>In conclusione, mentre il mondo digitale continua a spingere verso forme di comunicazione rapide e frammentate, le piccole case editrici come Wiseman forse hanno la possibilità di sopravvivere, ma solo se troveranno nel proprio progetto l&#8217;opportunità di completare l&#8217;essere umano in un modo in cui il digitale non potrà mai fare. E&#8217; difficilissimo, lo sappiamo per esperienza, ma l&#8217;unica possibilità è quella di offrire libri che parlano al cuore e alla mente, che nutrano il lettore nel profondo, che lo ispirino laddove non riesce ad andare da solo, e che possano incoraggiarlo a riscoprire il valore della lettura lenta e personale, a qualsiasi età.</p>



<p>Ti invitiamo quindi a mollare il telefono o il tablet e a impugnare un libro. <a href="https://www.wisemansrl.com/">Uno dei nostri, certamente</a>, oppure uno di quelli che hai in casa a prendere polvere su qualche ripiano. O quello che hai comprato dicendoti &#8220;Lo leggerò&#8221;.</p>



<p>Prova a lasciati avvolgere dalle parole, sentendo il profumo della carta e ascoltando il delicato suono delle pagine che si sfogliano. Tra le parole scritte ti immergerai in un&#8217;esperienza unica, dove ciascuno può trovare ciò che cerca. La lettura è un viaggio che vale la pena intraprendere, uno spazio di connessione profonda con te stesso e con gli autori che ti parlano direttamente.</p>



<p></p>
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		<title>Le case editrici di progetto hanno ancora spazio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 17:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi sono le case editrici di progetto? Cosa pubblicano? A quali lettori si rivolgono? Scopriamolo in questo primo articolo 2025 del Wiseblog!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Rispondiamo subito: sì!</h3>



<h2 class="wp-block-heading">Le case editrici che scelgono di pubblicare seguendo un&#8217;idea sono sempre più diffuse: conosciamone le caratteristiche e facciamo qualche previsione sul loro futuro</h2>



<p>Buon 2025!</p>



<p>Ormai il nuovo anno è iniziato da qualche giorno, le luci sono state riposte nelle scatole e tutta la rutilante atmosfera natalizia è ormai finita, insieme forse alle scorte di panettone.</p>



<p>Come tutti siamo tornati al lavoro e apriamo il nostro nuovo anno del blog con un articolo che affronta un tema a noi caro: le case editrici di progetto. Cosa sono? In cosa si differenziano dalle case editrici tradizionali? Cosa pubblicano? Qual è il panorama indipendente in Italia? Che prospettive hanno per il futuro in un mercato editoriale italiano che sembra sempre più saturo e competitivo?</p>



<p>Cercheremo di rispondere a queste domande e farci sorgere qualche riflessione in questo primo articolo del <strong>Wiseblog</strong> 2025.</p>



<p>Buona lettura!</p>



<h4 class="wp-block-heading">Case editrici di progetto: come nascono?</h4>



<p>Com’è intuibile dal nome, le case editrici di progetto nascono da una forte idea identitaria. Costruisce il proprio catalogo su un’idea portante forte, ben definita, che possa costituire un’offerta letteraria interessante per i lettori, magari andando a coprire qualche nicchia non ancora occupata.</p>



<p>Le case editrici di progetto hanno avuto il loro primo sviluppo negli anni Novanta, dando vita ad una galassia di realtà diverse e indipendenti che ancora oggi pubblicano titoli in linea con il progetto stabilito alla loro nascita.</p>



<p>In particolare, negli ultimi anni si è assistito al proliferare di piccole case editrici indipendenti che hanno saputo raccogliere intorno a sé non solo talenti ma anche molto consenso, riuscendo a offrire una proposta letteraria diversificata e di qualità.</p>



<p>Da cosa parte un progetto editoriale di questo tipo?</p>



<p>Beh, potremmo raccontarlo parlando anche di noi. </p>



<p>Wiseman nasce intorno all’idea di costruire una mentalità aperta all’imprenditorialità, raccontando non solo il mondo dell’impresa in sé, ma anche storie di chi è riuscito a creare un prodotto, un’azienda o anche un nuovo modo di pensare la contemporaneità. Il nostro scopo è parlare di impresa (e di imprese, in senso lato) al pubblico che in genere non viene attirato da queste tematiche.</p>



<p>Ecco: un progetto editoriale coeso, che parte da un’idea portante e sceglie testi che si parlano tra loro, che costruiscono una rete di suggestioni e di temi che li rende uniti anche se diversi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Identificare una nicchia e scegliere i titoli</h4>



<p>Una volta stabilito il cuore della casa editrice è necessario identificare un segmento in cui posizionarsi e quindi i testi che si vogliono pubblicare.</p>



<p>Infatti, ogni editore deve trovare il giusto compromesso tra il voler pubblicare ciò che gli piace e il dover pubblicare ciò che il pubblico potrebbe accogliere con più favore. Un bravo editore però è in grado, con la sua offerta, di creare uno spazio per un tema, un autore o un genere che fino a quel momento non esisteva o non era così evidente.</p>



<p>Analizzando il mercato, le preferenze dei lettori, le tematiche più discusse che i grandi editori potrebbero non approfondire, una casa editrice di progetto può identificare una richiesta non ancora soddisfatta alla quale poter rispondere.</p>



<p>Le case editrici di progetto possono rivolgersi a diverse fonti per reperire i titoli da valutare e in caso pubblicare: dalle agenzie specializzate, il cui ruolo di intermediazione è spesso poco valorizzato, agli scout indipendenti, fino ai traduttori e ai lettori esterni, ai quali possono essere affidati testi in valutazione. Ma negli ultimi anni sono sfruttatissimi anche i social media, in particolare Tik Tok, Instagram e Youtube, per individuare trend, titoli e argomenti che convogliano l’interesse dei lettori.</p>



<p>Questo approccio molto focalizzato permette alle case editrici di progetto di competere anche con editori più grandi, benché non in termini di volume di pubblicazioni; la prospettiva unica, eccentrica e indipendente delle case editrici di progetto è ciò che le rende indispensabili nel panorama editoriale, poiché riescono a parlare ai lettori che non trovano ciò che cercano nei gradi editori, spesso troppo concentrati a fare cassa più che a offrire spunti innovativi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Storie di ingegno, intuizione e solidità editoriale: gli esempi in Italia</h4>



<p>L’editoria italiana non è parca con le storie di case editrici di progetto che sono state in grado di costruirsi una solida reputazione, oltre che una comunità di lettori affezionati, pronti a seguire le novità con aspettativa ed entusiasmo.</p>



<p>Non volendo farne un elenco (che sarebbe noioso, anche se dimostrerebbe che questo tipo di case editrici gode di buona salute) riporteremo solo qualche caso di editori che hanno saputo scegliere un’idea forte e costruirvi intorno un’offerta editoriale all’altezza.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.minimumfax.com/chi-siamo" rel="nofollow noopener" target="_blank">minimum fax:</a> nasce con lo scopo di portare in Italia la letteratura statunitense, spaziando fra i generi in modo libero ma raccontando realtà e nature complesse. Muovendosi nei territori italiani, come i primi due volumi pubblicati nel 1994, e in quelli statunitensi, minimum fax racconta luoghi remoti e umanità in evoluzione. A lei si deve la prima pubblicazione fuori dagli USA di <strong>David Foster Wallace</strong>.</li>



<li><a href="Fanucci: https://www.fanucci.it/">Fanucci: </a>fondata a Roma nel 1971, è stata per anni la casa del fantastico, evolvendosi poi verso altri lidi come il fantasy, l’horror e la fantascienza. Unisce la riscoperta di autori classici alla ricerca di nuove voci. Nel suo catalogo troviamo pietre miliari come <strong>DUNE di Frank Herbert</strong> e il classico <strong>Arthur Machen</strong>.</li>



<li><a href="Iperborea:https://iperborea.com/chi-siamo/">Iperborea:</a> la linea di questa casa editrice non è soltanto riconoscibilissima dal particolare formato dei loro volumi (un rettangolo 10&#215;20 che somiglia a un mattone), ma dallo sguardo diretto alle letterature del nord Europa. Iperborea ha portato in Italia autori premio Nobel come <strong>Selma Lagerlöf</strong> e contemporanei di successi, aprendo un panorama di storie e lingue fino a quel momento non frequentato.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading">Case editrici di progetto e lettori: costruire un senso di comunità</h4>



<p>Proprio concentrarsi su nicchie, lingue poco trattate e generi definiti aiuta le case editrici di progetto a costruire non solo la propria identità, ma a farlo nei confronti del loro pubblico.</p>



<p>Una comunione di gusti che unisce chi pubblica libri, scegliendo ciò che gli piace, e chi li legge e trova la perfetta corrispondenza con i propri gusti.</p>



<p>Una comunità di lettori affezionati gioca un ruolo pivotale nel successo delle case editrici indipendenti, rafforzando e nutrendo un senso di appartenenza e di coinvolgimento. Questo forte legame spesso agisce come sistema di supporto perché i lettori sono anche “strumenti” per comunicare il libro al di fuori della strategia definita dalla casa editrice: il passaparola, i social, le letture condivise sono tutti modi che possono fornire all’editore feedback importanti sul lavoro che sta svolgendo.</p>



<p>Nutrendo queste relazioni, le case editrici di progetto e indipendenti possono creare una stretta rete di sostenitori che aiuteranno a sostenere il progetto editoriale, aumentandone la crescita e la visibilità.</p>



<p>È un rapporto a due binari, dove l’editore propone qualcosa, creando un filone, un tema, uno stile, e il lettore recepisce e rimanda un feedback, oltre a scoprire in prima persona suggestioni e atmosfere che poi possono trovare espressioni in opere letterarie.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il futuro delle case editrici di progetto: si accettano previsioni?</h4>



<p>In un mondo e in un mercato come quello moderno, fare speculazioni è uno sport estremo.</p>



<p>Nel 2025 potremmo accettare come previsione il fatto che le case editrici di progetto continueranno il loro lavoro di riscoperta e recupero di autori dimenticati parallelamente alla scoperta di nuove voci. Non diciamo nulla di nuovo, ma già riuscire a confermare il proprio spazio è un ottimo risultato.</p>



<p>Potremmo anche ribadire il ruolo sempre più centrale dei social e quindi delle community dei lettori, che faranno sentire la loro presenza con le recensioni e il passaparola. Non si può negare infatti che i principali casi letterari degli ultimi anni siano nati proprio dalle comunità dei lettori.</p>



<p>Rimane sempre valida la necessità di adattarsi alla velocità con la quale cambia il mondo, anche se il mercato editoriale sembra essere un po’ più lento a metabolizzare alcune forze.</p>



<p>Navigare in questi mari contrastanti richiederà innovazione continua ma idee salde, oltre a profonda dedizione al proprio progetto. In questo modo le case editrici di progetto potranno continuare a offrire titoli in linea col progetto iniziale, ma innovativi nel modo di rivolgersi alla comunità di lettori.</p>



<p>Non è necessario soltanto restare competitivi, ma restare fedeli al progetto che costituisce la vera identità della casa editrice.</p>



<p>Speriamo che questo nuovo articolo vi sia piaciuto e speriamo che continuiate a seguirci in questo nuovo anno!</p>



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		<title>Collane editoriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 10:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Introduce]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[collane editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Le collane editoriali sono la forma di organizzazione che la casa editrice usa per raggruppare i propri titoli usando un criterio ben definito. Questo criterio può essere un tema particolare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le collane editoriali sono la forma di organizzazione che la casa editrice usa per raggruppare i propri titoli usando un criterio ben definito.</p>



<p>Questo criterio può essere un tema particolare, una corrente letteraria o una monografia su un autore o su un gruppo di autori (che a loro volta possono ricadere in altre collane editoriali) e in generale, la collana editoriale assume anche un aspetto che la differenzia dagli altri titoli della casa editrice.</p>



<p>I criteri, come abbiamo capito, non sono esclusivi e possono essere più di uno per collana: ad esempio, &#8220;Gli scrittori romantici (periodo storico) europei (criterio geografico)&#8221; oppure come la nostra collana sulle <a href="https://www.wisemansrl.com/shop/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biografie</a> di donne imprenditrici (caratteristica principale) del tardo 800 &#8211; primi 900 (criterio secondario).</p>



<p>Le collane editoriali offrono l&#8217;opportunità ai lettori di esplorare tutta la produzione di una casa editrice comprendendo il progetto alla base della scelta di determinati titoli, oltre quella di approfondire un argomento senza doversi spendere in ricerche di archivio; infine, anche poter &#8220;collezionare&#8221; i migliori titoli di un dato argomento fidandosi dell&#8217;esperienza e della professionalità di chi ha fatto della passione per i libri una vera e propria professione è un&#8217;opportunità da non tralasciare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le collane editoriali sono strategiche per la fruizione del catalogo</h4>



<p>Le collane editoriali sono molto cruciali anche per gli editori, in quanto consentono di classificare e raggruppare i titoli in modo da massimizzare la visibilità e facilitare la navigazione all&#8217;interno di un accattivante catalogo e anche per proporsi come referenti ed esperti in un determinato settore, o in determinato ambito.</p>



<p>Molto spesso, è bene ribadirlo, ciò che definisce la collana è proprio &#8220;l&#8217;etichetta&#8221; che l&#8217;editore appone a una serie di libri: questi infatti possono anche trattare tematiche e generi diversi, o viceversa essere fortemente omogenei per quanto riguarda il soggetto o il filone letterario. Quello che non deve mai mancare è <strong>l’identità della collana</strong>, la peculiarità che la rende unica e riconoscibile, indipendentemente dal criterio omogeneo o misto che si utilizza; e che, di conseguenza, rende riconoscibile la casa editrice che la propone.</p>



<p>Per capire meglio, possiamo aiutarci con degli esempi, passando velocemente in revisione alcune collane con caratteristiche differenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Collane editoriali a criterio misto</h3>



<p>Uno degli esempi di collana a carattere misto è senza dubbio la <a href="https://www.adelphi.it/catalogo/reply/7THdUXuWdPVVVdpiuxbhIKFpnDHUvu_9krBqHb7wAU3xGRc41Y2VmjD-Sgikcm4wJ2Ds1IIz4FRT4vx3R1qqoU-T9pq-va3icoNaRG7CIVGlQ-acjrteo5W0JX-caETx_D3PSCtYE61BGchlraW5g7nFBUVa0BbiaYW-c0O4ETJWm_T7XHfDPMnlIpMOh-qI/p1" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Biblioteca Adelphi</a>, storica raccolta fondata nel 1965, che riunisce fin dal suo esordio romanzi, saggi, autobiografie e opere teatrali.</p>



<p>Testi diversissimi tra loro, seppur con un&nbsp;<em><strong>fil rouge</strong></em>&nbsp;che collega le opere: la preferenza per la narrativa fantastica, l’attenzione all’ambito mitologico e simbolico, il prestigio culturale degli autori pubblicati. Oltre che la coerente riconoscibilità della&nbsp;<strong>veste grafica</strong>, con le sue coperte dalle tinte pastello e dalla gabbia lineare.</p>



<p>Da un punto di vista storiografico, sembra che una delle collane a criterio misto più antico sia quella delle <strong>Pleiadi</strong>, o meglio la <strong>Bibliothèque de la Pléiade</strong>, edita dalla&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gallimard" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Gallimard</a>, la più prestigiosa collana editoriale&nbsp;francese e tra le più note al mondo.</p>



<p>La Collana contiene 665 volumi già pubblicati (l&#8217;ultimo sembra essere l&#8217;<em>Histoire Auguste et autres historiens païens</em>&nbsp;, a cura di Stephane Ratti uscito appunto con il numero 665 nel 2022) e sembra che almeno altri 6 siano in preparazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Collane editoriali a criterio omogeneo</h3>



<p>Una collana può dirsi a criterio omogeneo quando il principio di selezione dei titoli risponde ad un unico principio definito e immutabile nel tempo. </p>



<p>Possiamo allora riconoscere collane organizzate per tematica, per genere letterario, per posizionamento di prezzo, per provenienza geografica, per epoca e momento storico o addirittura per lunghezza.</p>



<p>Alcuni esempi di collane editoriali famose? I <a href="https://www.oscarmondadori.it/collana/meridiani-mondadori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Meridiani Mondadori</a> raccolgono autori italiani e stranieri, recenti e passati, la cui produzione potrebbe rientrare nella definizione di &#8220;romanzo letterario&#8221;.</p>



<p>Sempre per restare in casa Mondadori, arcinota è la collana dei <a href="https://www.mondadori.it/i-nostri-libri/il-giallo-mondadori/?gclid=CjwKCAjw6vyiBhB_EiwAQJRopmXLe6Cf-FdwJECjvV4ei45Hcx3uWkj4rYOSuC1D-iqgd8Lc7vT7aRoCyJ4QAvD_BwE" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Gialli Mondadori</a> o quella degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Urania_(collana)" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Urania</a>, imprescindibile e longeva serie cult per ogni amante della&nbsp;<strong>fantascienza</strong>. </p>



<p>Come non citare <em>Centopagine</em>&nbsp;la ‘collana d’autore’ (ovvero una serie di libri voluta e curata da una personalità di spicco del mondo letterario) ideata da Italo Calvino, che la seguì dal 1971 al 1985, anno della sua morte per la casa editrice Einaudi. Molto interessante la mostra dedicatale nel 2017 con tutti e 77 i titoli. Come si può intuire dal nome, la collana mira a&nbsp;valorizzare&nbsp;il ‘romanzo breve’ o ‘racconto lungo’ (sebbene la lunghezza di cento pagine fosse puramente indicativa): al suo interno troviamo nomi del calibro di Tolstoj, Dostoevskij, Conrad, Stendhal, Balzac, Stevenson, Flaubert, Tarchetti, De Amicis.</p>



<p>Nel nostro piccolo, anche Wiseman è impegnata nella pubblicazione della sua prima collana, quella che inequivocabilmente chiamiamo <strong>Biografie</strong> e che vedrà il <a href="https://www.wisemansrl.com/product/lydia-e-pinkham-il-volto-delle-mille-pubblicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">primo titolo</a> in uscita tra qualche settimana.  </p>



<p>L&#8217;intento è quello di raccontare la vita di personalità più o meno note del mondo dell&#8217;imprenditoria, con le loro vittorie, le sconfitte, i risultati raggiunti e i rimpianti; uomini e donne che hanno immaginato, costruito e sviluppato il loro sogno imprenditoriale in epoche differenti e in condizioni spesso ostili, ma che tutt&#8217;oggi possono essere di esempio.</p>



<p>Cominceremo con 4 donne, perché l&#8217;imprenditoria italiana ha bisogno di ascoltare storie di donne che si assumano l&#8217;onere e l&#8217;onore di giocare sui tavoli dell&#8217;impresa. </p>



<p>Con l&#8217;auspicio che al di la del differente periodo storico e delle condizioni possano essere di esempio e di aiuto. #StayTuned!!!</p>
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		<title>Il piano editoriale è prezioso</title>
		<link>https://www.wisemansrl.com/piano-editoriale-programmazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 09:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos&#8217;è il piano editoriale? Presto detto: è quel documento, fondamentale per una Casa Editrice, che riassume e in un certo senso ufficializza la programmazione delle pubblicazioni. Di solito ha cadenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il piano editoriale?</h4>



<p>Presto detto: è quel documento, fondamentale per una Casa Editrice, che riassume e in un certo senso ufficializza la programmazione delle pubblicazioni.</p>



<p>Di solito ha cadenza standard, tipicamente annuale, anche se non esiste alcun obbligo in questo.</p>



<p>Quindi è l&#8217;elenco delle pubblicazioni in uscita nell&#8217;anno, ma contiene anche delle informazioni aggiuntive come una breve scheda di lettura dei titoli previsti comprensiva di sinossi e un prospetto di dati economici, utili per le previsioni di vendita, di investimenti e di resa.</p>



<p>Grazie all&#8217;esplosione dei social, negli ultimi tempi il termine piano editoriale è stato ampliato e generalizzato per comprendere anche l&#8217;elenco di pubblicazione di post, articoli, blog e di qualsiasi altro contenuto digitale, diventando in questo modo il documento di pianificazione di contenuti nell&#8217;ambito di una qualsiasi attività creativa che li preveda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si fa un piano editoriale?</h2>



<h4 class="wp-block-heading">La base: la linea editoriale</h4>



<p>Tornando alla casa editrice e lasciando ai <a href="https://www.whitening.life/marketing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">nostri partner</a> il compito di dedicarsi al marketing, il piano editoriale deve in un certo senso essere coerente con un altro termine molto utilizzato, e cioè con la <strong>linea editoriale</strong>.</p>



<p>La linea editoriale potrebbe essere definita come la mission e la visione della casa editrice: ad esempio, <a href="https://www.wisemansrl.com/wiseman/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quella di Wiseman</a> ha a che fare con la divulgazione di idee e analisi innovative sul business e l&#8217;imprenditoria attraverso le storie, le esperienze e i parametri che hanno contribuito a spingere il progresso, molti dei quali provenienti dall&#8217;estero, in particolare (ma non solo) dal mondo anglosassone.</p>



<p>La linea editoriale influenza moltissimo il piano, poiché è costituita da tutti quei &#8220;paletti&#8221; e quelle indicazioni che si considerano assunti di base nella scelta, nella creazione e nella diffusione dei contenuti pubblicati.</p>



<p>Se il piano editoriale è coerente con la linea editoriale, l&#8217;immagine della casa editrice ne risulta rafforzata e il lavoro semplificato.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quando si prepara il piano editoriale?</h4>



<p>In genere il piano editoriale si comincia a preparare negli ultimi mesi dell&#8217;anno per l&#8217;anno successivo, ma noi di Wiseman cominciamo molto prima: dovendo infatti lavorare alla riscoperta di testi stranieri, e a volte avviare delle trattative per l&#8217;acquisto dei diritti di traduzione e di pubblicazione, iniziamo subito dopo le ferie estive, ai primi di settembre.</p>



<p>Editor e collaboratori portano una serie di idee e proposte, che analizzate dal Direttore Editoriale entrano in un piano di massima, posizionando già la data di pubblicazione indicativa: viene stilata di fatto una lista di proposte &#8220;fluida&#8221;, che assumerà la forma definitiva dopo aver verificato la fattibilità, sovradimensionata rispetto alle possibilità e alle intenzioni, perché conterà più testi di quelli che intendiamo pubblicare.</p>



<p>Tutte le date saranno confermate dopo l&#8217;analisi di fattibilità e dopo aver concluso i contratti relativi ai diritti per le traduzione e la pubblicazione nel mercato italiano.</p>



<p>Potrebbe succedere infatti che i diritti non siano disponibili o che le case editrici o le agenzie che detengono i diritti dei titoli non siano interessate al mercato italiano, oppure che i costi siano tali da non consentire almeno la copertura dei costi di investimento.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Vedo, prevedo e riprogrammo</h4>



<p>In questi casi, aver immaginato un piano editoriale sovradimensionato ci consente di mantenere la nostra programmazione almeno nel numero, se non nella tipologia o nell&#8217;indirizzo dei titoli proposti.</p>



<p>L’accuratezza delle previsioni è il primo criterio che definisce la sostenibilità di una casa editrice, ed è quindi molto delicata.</p>



<p>È abbastanza frequente, per esempio, che per stare nei budget previsti gli editori tendano ad alzare le previsioni di vendita o a giocare sui prezzi (50 centesimi in più sulla carta possono fare miracoli). </p>



<p>Il problema è che sul medio e lungo periodo il non allineamento tra obiettivo e risultato genera una spirale che può portare le case editrici a indebitarsi e nel peggiore dei casi a chiudere. </p>



<p>Come si può immaginare, in Wiseman non arriviamo a tanto e cerchiamo di produrre e pubblicare con un criterio di qualità e coerenza: questo da un lato garantisce l&#8217;accuratezza e il rispetto delle previsioni, dall&#8217;altra consente manovre opportune qualora un titolo &#8220;buchi&#8221; le aspettative o sottoperformi.</p>



<p>Semplice, anche se tutt&#8217;altro che facile!</p>
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		<title>Il Potere delle Recensioni</title>
		<link>https://www.wisemansrl.com/recensioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 11:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Wiseman]]></category>
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					<description><![CDATA[Le recensioni sono così importanti per un libro e per una casa editrice? Scoprilo, partendo dai numeri...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Perché le recensioni di un libro sono così importanti? Da dove proviene il loro potere nella diffusione di un&#8217;opera letteraria? Cerchiamo di comprendere il fenomeno, per usarlo se possibile e non esserne sopraffatti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;era una volta il libraio&#8230;</h2>



<p>Chi ha sempre comperato libri (e appartiene non tanto alla categoria dei <a href="https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/boomer/18488" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Boomers</a>, ma orgogliosamente alla <a href="https://www.britannica.com/topic/Generation-X" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Gen X</a>) si ricorda come &#8211; prima dell&#8217;era digitale &#8211; ci si recasse in libreria per comprare un libro e si chiedesse al libraio un parere, un idea, un consiglio. </p>



<p>E il libraio, che romanticamente aveva abbracciato la propria professione per passione, dispensava consigli, raccontava aneddoti, indirizzava e chiosava, di fatto decretando, nel suo negozio e nella cerchia dei suoi Clienti, il successo o meno di un&#8217;opera o la fama di un autore. </p>



<p>I consigli erano apprezzati, perché si supponeva in primo luogo che il libraio avesse letto l&#8217;opera, in secondo luogo che il suo consiglio fosse il più possibile disinteressato, teso esclusivamente al piacere ed al vantaggio del lettore.</p>



<p>Con la diffusione del mercato digitale, degli acquisti OnLine e degli store come Amazon, Audible,  etc., questa dinamica è stata stravolta.</p>



<p>In primo luogo il libraio è diventato un colosso internazionale, multipiattaforma, multi prodotto&#8230;multi tutto, spersonalizzato rispetto al titolare di una libreria, dal quale è impossibile attendersi un consiglio o una indicazione diretta.. come neppure si può pretendere direttamente dalla Casa Editrice, non certo per malafede, ma perché se ne ha comperato i diritti, l&#8217;ha tradotto, impaginato, graficato, stampato e distribuito, l&#8217;ha fatto (nel 95% dei casi) perché lo ritiene degno di nota per tutti.</p>



<p>In secondo luogo il mercato è davvero diventato immenso: in una libreria molto fornita, su più piani, in una grande città si possono trovare al massimo alcune decine di migliaia di titoli, <a href="https://www.amazon.it/b?ie=UTF8&amp;node=14153572031#:~:text=Kindle%20Unlimited%20%C3%A8%20un%20servizio,e%20thriller%20e%20molto%20altro." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">solamente su Kindle Unlimited se ne possono trovare oltre 1.000.000</a>&#8230;da una stima assolutamente aleatoria, escludendo le auto-produzioni di Kindle Direct Publishing siamo oltre i 5.000.000 di titoli nel mondo&#8230;ma la stima è per difetto.</p>



<p>Immagina quanto grande debba essere una libreria fisica per poter ospitare tutte queste opere&#8230;</p>



<p>Quindi, in questo nuovo scenario, se ho bisogno di chiedere un consiglio, a chi chiedo? Utilizzo lo stesso modo con cui scelgo il ristorante, o prenoto un albergo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Senza più libraio, c&#8217;è la Community</h2>



<p>Se non posso più chiedere ad un libraio, chiedo direttamente a chi quel libro l&#8217;ha letto, ed è rimasto così contento, o così deluso, da spendere 40-70 secondi (questo è il tempo medio) per scrivere il suo giudizio sull&#8217;opera.</p>



<p>La recensione è quindi un potente strumento di marketing, e conta sempre di più: i numeri non mentono&#8230;</p>



<p>&#8220;Dal 2010, <a href="https://www.brightlocal.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">BrightLocal</a> (una società di consulenza con base a Londra specializzata in search marketing e SEO) ha condotto studi sull’efficacia delle recensioni dei consumatori online e i numeri sembrano indicare che questo elemento stia diventando sempre più cruciale come <strong>forma di convalida sociale</strong>. Ecco&nbsp;alcune delle conclusioni&nbsp;tratte dallo studio effettuato nel 2016:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>84% degli acquirenti si fida delle recensioni online come se si trattasse di raccomandazioni personali.</li>



<li>9 su 10 consumatori leggono meno di 10 recensioni prima di formare un’opinione su una particolare attività commerciale.<strong></strong></li>



<li>Più della metà delle persone intervistate visiterà il sito di un’azienda per la quale ha letto&nbsp;recensioni<a href="https://www.shopify.com/it/blog/recensioni-positive" rel="nofollow noopener" target="_blank"> </a>positive.</li>



<li>Il 74% degli intervistati dichiara di riporre fiducia nei business locali grazie alle&nbsp;recensioni positive.</li>



<li>Il 58% degli acquirenti crede che la classificazione a stelle di un esercizio commerciale sia uno dei fattori più importanti.<strong></strong></li>
</ul>



<p>Come dimostrato chiaramente dai dati, quindi, i consumatori hanno una forte relazione con le recensioni e la classificazione dei servizi e delle attività commerciali. È l’equivalente del passaparola online e conta tantissimo per aiutare i brand a stabilire fiducia con il loro pubblico.&nbsp;</p>



<p>Uno studio diverso effettuato nel Regno Unito&nbsp;mostra dati simili&nbsp;a quelli riscontrati nello studio di BrightLocal. Nello specifico, mostra che 50 o più recensioni per prodotto possono causare un aumento di conversioni del 4.6%.&nbsp; Inoltre, il 63% dei clienti è più propenso ad effettuare un acquisto da un sito web che abbia recensioni di altri utenti.<strong>&nbsp;</strong>&#8221; &#8211; <a href="https://www.shopify.com/it/blog/qual-e-la-relazione-fra-le-recensioni-dei-clienti-e-le-vendite" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Fonte Shopify</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto oro?</h2>



<p>E qui permettete due affermazioni un po&#8217; pazze, non proprio da boomer&#8230;</p>



<p>1- Il senso di Community è fantastico: persone da provenienze assolutamente differenti, con interessi, età, desideri, necessità assolutamente differenti che si ritrovano a parlare di un libro. Non succede nel mondo fisico, nessuno (o molto pochi, io forse ne conoscerò 4) di fronte ad un caffè al bar iniziano la discussione con &#8220;Ho letto <a href="https://www.wisemansrl.com/product/basi-mindset-imprenditoriale/">il libro di Flamini</a>, ieri sera&#8230;l&#8217;ho trovato molto interessante, anche se alcuni aspetti sarebbero da approfondire&#8230;.&#8221; ma su Amazon tutti hanno desiderio di dire la propria&#8230;trovo questo desiderio partecipativo molto stimolante.</p>



<p>2- Come nel mondo fisico, nel mondo digitale si parla di qualcosa per due motivi: o perché quel qualcosa ti ha stregato, emozionato, cambiato la vita e per questo lo vuoi raccontare, perché vuoi che gli altri sappiano che hai vissuto una cosa bella, oppure perché vuoi vomitare un po&#8217; di fiele, un po&#8217; di veleno, e vuoi farti grande infamando gli altri. Non pubblichi un tuo errore, sottolinei piuttosto quello degli altri.</p>



<p>Lo so, non è particolarmente &#8220;politically correct&#8221; ciò che scrivo, ma molti osservatori notano che sui social (e la recensione è una attività social) si racconta </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ciò che ti è capitato di fantastico, bellissimo, glamour, figo, <strong>in poche parole ciò che dà valore a te</strong></li>



<li>ciò che gli altri, non io, fanno male, peggio di come farei io se solo&#8230;<strong>in poche parole ciò che toglie valore ad un altro</strong>.</li>
</ul>



<p>Sui social molto raramente si legge di errori, di cose che sono andate diversamente da quello che si auspicava&#8230;.un po&#8217; come quando si chiede ad un uomo un parere sulla propria macchina nuova: anche se non lo è fino in fondo, raramente racconterà qualcosa diversa dal &#8220;è stata una grande occasione&#8221;, &#8220;è perfetta, fantastica, vola e consuma niente&#8221;&#8230;.a nessuno piace mettere in piazza i propri errori (che invece insegnano più &#8211; e quindi sarebbero più nobili &#8211; dei successi).</p>



<p>Tornando alle recensioni, di un libro si dice quindi quando è molto bello (4-5 stelle) o quando è pessimo con critica pesante (1 stella, solo perché non si possono dare 0 stelle&#8230;ancora).</p>



<p>E di un qualsiasi prodotto, dal libro a qualsiasi altra cosa, se si sommano i giudizi a 4 e 5 con quelli ad una stella, si ottiene circa l&#8217;80% dei pareri&#8230;</p>



<p>Eppure continuiamo a chiedere recensioni. Eppure continuiamo a sollecitare il lettore a partecipare dell&#8217;approvazione sociale che la recensione garantisce. </p>



<p>Perché il libraio che consiglia non esiste più, e nella scelta il consiglio ora lo devo andare a cercare tra le stelle. Se possibile, 4 o 5.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>Che bisogno c&#8217;era?</title>
		<link>https://www.wisemansrl.com/che-bisogno-cera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 09:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[History]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogno]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[Wiseman]]></category>
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					<description><![CDATA[Che bisogno c'era di una nuova casa editrice? C'era. E spieghiamo perchè è nata Wiseman]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Che bisogno c&#8217;era di un&#8217;altra, microscopica casa editrice?</p>



<p>La risposta migliore a molte delle domande è &#8220;dipende&#8221;. Ed anche la provocatoria domanda &#8220;Che bisogno c&#8217;era&#8221; nel titolo potrebbe avere questa confezionata, semplice ed enigmatica risposta. </p>



<p>In realtà dipende da chi questa domanda se la pone. E dipende dalla professione, dal lavoro, dalla vocazione di chi se la pone.</p>



<p>Se sei un amante di romanzi storici, probabilmente no, non ce ne sarebbe stato bisogno: ce ne sono molte, di case editrici, che pubblicano romanzi storici: <a referrerpolicy="origin" href="https://www.lafeltrinelli.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">La </a><a href="https://www.lafeltrinelli.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Feltrinelli</a>, <a href="https://www.mondadori.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Mondadori</a>, ma anche case editrici indipendenti, come <a referrerpolicy="origin" href="https://www.leoneeditore.it/casa-editrice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Leone</a><a href="https://www.leoneeditore.it/casa-editrice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"> Editore</a>, ad esempio, solo per citarne alcune.</p>



<p>Se cerchi editoria scolastica, o hai bisogno di un dizionario (ma non solo&#8230;) allora puoi andare sul sicuro con <a referrerpolicy="origin" href="https://www.zanichelli.it/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Zanichelli</a>, mentre se vuoi un libro per tuo figlio con <a referrerpolicy="origin" href="https://www.giunti.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Giunti</a> non sbagli. </p>



<span id="more-1675"></span>



<p>In realtà questi grandi gruppi hanno tutti un pò di tutto&#8230;.e certamente per garantire la loro sopravvivenza debbono pubblicare qualsiasi titolo, qualsiasi autore garantisca loro un minimo di copie vendute. Sono editori generalisti, dove puoi trovare decine di titoli per qualsiasi genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Veicoli di Cultura</h2>



<p>Diciamo come sta: le grandi case editrici sono stati (forse in misura minora oggi) uno dei vettori principali della Cultura in italia, molto più di qualsiasi altro mezzo di comunicazione e molto spesso con merito. Anche la scuola lo è stata, per certi versi, anche se non proprio per la lettura: ci sono persone che quando ne escono odiando la lettura, salvo poi appassionarsene nuovamente per una collana, per un autore&#8230;insomma, le case editrici in Italia sono stati uno dei veicoli più importanti per la diffusione della cultura. Sopratutto quelle grandi, frutto di anni di acquisizioni&#8230;i colossi&#8230;</p>



<p>Poi ci sono le case editrici indipendenti, cioè quelle che sono (o almeno professano di essere) libere dalle logiche commerciali dei colossi editoriali (come se quest&#8217;ultimi fossero cattivi, spietati e senza cuore). </p>



<p>Libere cioè di pubblicare i titoli che vogliono, senza che questi rispondono a stringenti logiche di profitto. Spesso hanno alla base una forte ideologica, spesso sono molto di nicchia, sono auto-distribuite oppure distribuite solo da un grossista, ed in genere sono di dimensioni medio-piccole, proprio perchè per crescere dovrebbero scendere a compromessi con quei cattivoni dei grandi gruppi.</p>



<p>La pletora di nomi è sterminata: ce ne sono di molto blasonate, come <a referrerpolicy="origin" href="https://www.laterza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Laterza</a>, alcune molto note, ( <a href="https://www.minimumfax.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Minimum</a><a referrerpolicy="origin" href="https://www.minimumfax.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"> Fax</a>, Fanucci, Donzelli), altre molto intelligenti e promettenti (<a referrerpolicy="origin" href="https://marcosymarcos.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Marcos Y Marcos</a> sono stati i primi  a pubblicare <a referrerpolicy="origin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jhumpa_Lahiri" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Jhumpa Lahiri,</a> ancor prima che vincesse il premio Pulitzer). Altre sono meno famose, e magari sbarcano il lunario pubblicando manoscritti di giovani scrittori, alcuni promettenti altri meno, che cercano &#8211; autofinanziandosi &#8211; di sfondare.</p>



<p>A guardare tutto questo,<strong> non c&#8217;era proprio bisogno di creare nel 2022 una nuova casa editrice</strong>. Ma noi, che della contro-intuitività siano grandi sostenitori, l&#8217;abbiamo fatto.</p>



<p>E con una mission molto chiara, in una nicchia molto definita.</p>



<p>Wiseman intende pubblicare opere editoriali <strong>PER L&#8217;IMPRENDITORE</strong> che vuole crescere ed ampliare la propria cultura imprenditoriale di altri paesi, confrontandosi con quella di altre realtà, per colui che vuole &#8220;contaminarsi&#8221; con quanto altrove ha funzionato e sta funzionando. </p>



<p>La nostra mission è semplice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Siamo una casa editrice e di produzione video con una mission molto ambiziosa, quella di diffondere e promuovere la cultura imprenditoriale e le abitudini efficaci nel business con ogni strumento editoriale possibile,&nbsp;<a referrerpolicy="origin" href="https://www.wisemansrl.com/contatti/">dal libro al fumetto, dal video alle </a><a href="https://www.wisemansrl.com/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">serie</a><a referrerpolicy="origin" href="https://www.wisemansrl.com/contatti/"> web</a>, anche traducendo testi prodotti all’estero. </p>
</blockquote>



<p>Con uno scopo molto ambizioso:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Lo scopo è quello di sviluppare ed ampliare la consapevolezza dell’imprenditore italiano tramite il confronto con attitudini, modi di fare, processi e procedure che all’estero si dimostrano efficaci e che la globalizzazione rende alternativi alle consuete attività nostrane.</p>
</blockquote>



<p></p>



<p>Per l&#8217;imprenditore affermato, per chi vuole cominciare a fare imprenditoria, per chi la farà da grande.</p>



<p>E, guardando il livello di competitività della nostra industria, la tipologia dei modelli di business in Italia, oppure guardando come la scuola pubblica a tutti i livelli tratta questi argomenti, si capisce che allora davvero c&#8217;è bisogno di una nuova casa editrice. Focalizzata, di nicchia, contaminante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Questa è <a href="http://www.wisemansrl.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wiseman</a>. E si, ce n&#8217;era bisogno.</h2>



<p> </p>
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