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	<title>scrittori esordienti &#8211; Wiseman</title>
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		<title>Essere un esordiente: l’odissea di chi vuole scrivere nel 2024 (e nel futuro)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa significa essere un esordiente nel mondo letterario dominato da social, self-publishing e un mercato potenziale globale? Scopritelo con noi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading">Esordiente. Chi è uno scrittore esordiente? Quali sfide deve affrontare in un mondo editoriale complesso, tra grandi gruppi, editori indipendenti e lettori sempre più bombardati da novità?</h5>



<h3 class="wp-block-heading">Si è aperta una nuova era della scrittura?</h3>



<p>Ogni scrittore e scrittrice affermati sono stati, un tempo, degli esordienti.</p>



<p>Pubblicare la prima opera è il coronamento di un sogno letterario, ma anche il concretizzarsi di un percorso fatto di tappe non semplici e che coinvolge moltissime figure che orbitano nel mondo editoriale (e che spesso restano nell’ombra).</p>



<p>Esordire significa fare il proprio ingresso sulla scena, sperando di portare qualcosa di nuovo, di mai sentito o di destabilizzante.</p>



<p>Il mondo dell’editoria è cambiato, forse addirittura rivoluzionato, in molti aspetti: dall’irrompere dei supporti digitali per la lettura all’espandersi del mondo social, soprattutto durante la pandemia, con il suo turbinio di dirette, bookstagrammer e booktoker che imperversano sui nostri schermi.</p>



<p>Una moltitudine di voci, opinioni, suggerimenti e stimoli che stanno imponendo alle case editrici una velocità nella risposta alle tendenze del mercato (spesso correndo dietro e non anticipando i temi, come forse dovrebbe essere) e stanno offrendo agli scrittori una varietà di canali per potersi far conoscere al pubblico. O no?</p>



<p>In questa nostra era digitale, come fa un esordiente a non essere fagocitato dal mondo rutilante dei social? Come può non scomparire nel mare magnum delle proposte editoriali che a centinaia vengono buttate sugli scaffali delle librerie ogni mese? In questo articolo proviamo a ragionare su cosa significa essere un esordiente nell’era di Tik Tok, dove i confini del classico storytelling sembrano sciogliersi, dove la possibilità di avere un pubblico pressoché sterminato può rivelarsi terrificante e dove la democratizzazione dell’editoria ha permesso a tante voci di ottenere visibilità, ma ha anche intaccato il modo di lavorare delle case editrici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mondo editoriale liquido: social media, self-publishing e ispirazioni globali</h3>



<p>Essere un esordiente significa aver a che fare con un contesto letterario globalizzato, dove non ci sono potenzialmente limiti all’accesso a informazioni, stimoli e contatti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">“You can’t be a good writer without being a good reader first.”</p>



<p class="has-text-align-center">Jeff Kinney, autore di Diario di una schiappa</p>
</blockquote>



<p>Uno scrittore dev’essere un lettore forte, capace di navigare tra i generi e disposto anche ad affrontare temi e stili che non trova congeniali a sé, ma che per questo motivo possono fornire numerosi stimoli per definire il proprio stile.</p>



<p>Il nostro mondo digitale, dove le distanze sono pressoché nulle e dove si ha la possibilità di accedere a una quantità di informazioni, temi e pubblicazioni, è di certo un contesto che fornisce a uno scrittore esordiente il modo di trovare il suo spazio, oltre a trovare l’ispirazione e la strada giusta per la sua opera.</p>



<p>Inoltre, oggi un esordiente può entrare più facilmente in contatto con il mondo dell’editoria grazie ai social, che restringono le distanze con gli addetti ai lavori e consentono un rapporto molto più diretto tra scrittori ed editori.</p>



<p>In tutto questo non si può dimenticare che molti esordienti scelgono il #self-publishing. Ma la libertà di pubblicare in modo indipendente comporta anche il doversi assumere dei ruoli, dall’editor al marketing, che in una casa editrice sono ricoperti da professionisti. E molto spesso, i risultati di un’opera pubblicata in self non sono lusinghieri.</p>



<p>È vero che questa libertà permette grande autonomia nella gestione dei tempi e nel controllo di tutte le fasi di lavorazione del libro, da quella creativa a quella pratica della pubblicazione e dell’eventuale distribuzione; ma è altrettanto vero che spesso un autore esordiente può non avere contezza di quanto impegno richiede la pubblicazione di un libro, trovandosi quindi in difficoltà nella realizzazione del suo progetto.</p>



<p>Gestire un libro in autonomia può anche voler dire costruire un rapporto molto più diretto con i propri lettori, che possono essere coinvolti attraverso i social e anche tramite eventi offline come letture pubbliche e presentazioni; è vero che, con un po’ di dimestichezza, ognuno di noi può imparare ad usare gli strumenti di promozione digitale, ma in una casa editrice o in un’agenzia c’è chi lo fa di lavoro e certamente può guidare un esordiente passo passo, risparmiandogli tempo e, qualche volta, arrabbiature (per non dire altro!).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pubblicare nell&#8217;era digitale: il ruolo delle case editrici indipendenti</h3>



<p>Oggi i nuovi scrittori hanno una pletora di opzioni a loro disposizione per pubblicare, molte delle quali permettono di bypassare quasi del tutto il classico canale tradizionale delle case editrici.</p>



<p>Ciò ha reso di certo la scrittura più democratica e inclusiva, ma ha anche messo in evidenza quanto affidarsi solamente alle proprie capacità spesso non si la strategia migliore per conquistarsi uno spazio e portare la propria opera all’attenzione dei lettori (leggi: vendere libri).</p>



<p>Per questo chiunque voglia esordire come scrittore dovrebbe valutare attentamente quale strada prendere: se è vero che il mondo social offre tantissimi spunti e tante possibilità di promuoversi e farsi conoscere, è anche vero che richiede studio e non si si può improvvisare.</p>



<p>Affidarsi a un’agenzia, anche piccola, o proporsi a una casa editrice indipendente può essere il mezzo per avere innanzitutto un’opinione esperta sul proprio lavoro, oltre a un supporto professionale in tutte le fasi di vita del libro.</p>



<p>Le case editrici hanno ancora un ruolo cruciale nel sostenere gli esordienti, soprattutto quelle indipendenti perché se scelgono un progetto investono moltissime energie per fargli avere il giusto riscontro: pubblicando pochi titoli all’anno, una CE indipendente tende a seguire il proprio autore passo per passo, curando la sua opera in ogni minimo particolare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pro e contro dell&#8217;essere esordiente nell&#8217;era digitale</h3>



<p>I pro forse li abbiamo già messi in evidenza nei paragrafi precedenti: libertà di recupero delle fonti, pubblico potenzialmente globale, possibilità di controllare personalmente la pubblicazione e la promozione della propria opera, semplificazione nell’accesso ai canali di vendita.</p>



<p>Ok, benissimo! Un eldorado?</p>



<p>Ehm, non proprio.</p>



<p>Quindi, ahimè, è venuto anche il momento di elencare i contro:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Emergere in un mercato sovraffollato:</strong> centinaia di migliaia di libri competono ogni anno per accaparrarsi l’attenzione dei lettori e trovare il proprio posto al sole è più che complicato.</li>



<li><strong>Investimento massiccio di tempo e risorse:</strong> soprattutto se si sceglie il self-publishing, si deve mettere in conto una notevolissima quantità di tempo e, spesso, anche di denaro nel pubblicare e promuovere la propria opera.</li>



<li><strong>Impegno nella costruzione di un pubblico: </strong>un esordiente potrebbe non avere già un pubblico a cui parlare, il che significa doversi costruire una <em>fanbase </em>che diventi poi il pubblico che acquista e legge il nostro libro. Le CE hanno reti consolidate di promozione che possono rendere molto più facile raggiungere un pubblico più ampio in un mercato molto competitivo.</li>
</ol>



<p>Quindi, ai potenziali esordienti facciamo il nostro in bocca al lupo e ricordiamo di leggere, conoscere e informarsi più che possono non solo per poter scrivere meglio ma anche per apprendere e sentirsi parte del mondo editoriale.</p>



<p>Sia che scegliate la via del self-publishing o che decidiate di affidarvi a un’agenzia o una casa editrice indipendente <a href="https://www.wisemansrl.com/wiseman/">come la nostra</a>, credete nel vostro progetto e siate anche pronti a raccogliere i consigli e qualche volta anche le critiche.</p>



<p>Pubblicare un libro è un’avventura incredibile ma, come per tutte le grandi avventure, è necessario partire con l’attrezzatura giusta!</p>



<p>Per approfondire:</p>



<p><a href="https://www.penguin.co.uk/articles/2021/06/authors-writing-advice-how-to-write-debut-novel" rel="nofollow noopener" target="_blank">Consigli agli scrittori esordienti dalla Penguin</a></p>



<p><a href="https://janefriedman.com/should-you-publish-your-book-with-a-small-press-two-literary-agents-advise/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Pubblicare con una casa editrice indipendente:</a> l&#8217;opinione di due agenti letterarie &#8211; dal blog di Jane Friedman</p>
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