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	<title>Recensioni &#8211; Wiseman</title>
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	<title>Recensioni &#8211; Wiseman</title>
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		<title>Il Potere delle Recensioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wisemansrl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 11:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Le recensioni sono così importanti per un libro e per una casa editrice? Scoprilo, partendo dai numeri...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Perché le recensioni di un libro sono così importanti? Da dove proviene il loro potere nella diffusione di un&#8217;opera letteraria? Cerchiamo di comprendere il fenomeno, per usarlo se possibile e non esserne sopraffatti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;era una volta il libraio&#8230;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha sempre comperato libri (e appartiene non tanto alla categoria dei <a href="https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/boomer/18488" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Boomers</a>, ma orgogliosamente alla <a href="https://www.britannica.com/topic/Generation-X" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Gen X</a>) si ricorda come &#8211; prima dell&#8217;era digitale &#8211; ci si recasse in libreria per comprare un libro e si chiedesse al libraio un parere, un idea, un consiglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E il libraio, che romanticamente aveva abbracciato la propria professione per passione, dispensava consigli, raccontava aneddoti, indirizzava e chiosava, di fatto decretando, nel suo negozio e nella cerchia dei suoi Clienti, il successo o meno di un&#8217;opera o la fama di un autore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I consigli erano apprezzati, perché si supponeva in primo luogo che il libraio avesse letto l&#8217;opera, in secondo luogo che il suo consiglio fosse il più possibile disinteressato, teso esclusivamente al piacere ed al vantaggio del lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la diffusione del mercato digitale, degli acquisti OnLine e degli store come Amazon, Audible,  etc., questa dinamica è stata stravolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo il libraio è diventato un colosso internazionale, multipiattaforma, multi prodotto&#8230;multi tutto, spersonalizzato rispetto al titolare di una libreria, dal quale è impossibile attendersi un consiglio o una indicazione diretta.. come neppure si può pretendere direttamente dalla Casa Editrice, non certo per malafede, ma perché se ne ha comperato i diritti, l&#8217;ha tradotto, impaginato, graficato, stampato e distribuito, l&#8217;ha fatto (nel 95% dei casi) perché lo ritiene degno di nota per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo il mercato è davvero diventato immenso: in una libreria molto fornita, su più piani, in una grande città si possono trovare al massimo alcune decine di migliaia di titoli, <a href="https://www.amazon.it/b?ie=UTF8&amp;node=14153572031#:~:text=Kindle%20Unlimited%20%C3%A8%20un%20servizio,e%20thriller%20e%20molto%20altro." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">solamente su Kindle Unlimited se ne possono trovare oltre 1.000.000</a>&#8230;da una stima assolutamente aleatoria, escludendo le auto-produzioni di Kindle Direct Publishing siamo oltre i 5.000.000 di titoli nel mondo&#8230;ma la stima è per difetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagina quanto grande debba essere una libreria fisica per poter ospitare tutte queste opere&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, in questo nuovo scenario, se ho bisogno di chiedere un consiglio, a chi chiedo? Utilizzo lo stesso modo con cui scelgo il ristorante, o prenoto un albergo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Senza più libraio, c&#8217;è la Community</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se non posso più chiedere ad un libraio, chiedo direttamente a chi quel libro l&#8217;ha letto, ed è rimasto così contento, o così deluso, da spendere 40-70 secondi (questo è il tempo medio) per scrivere il suo giudizio sull&#8217;opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La recensione è quindi un potente strumento di marketing, e conta sempre di più: i numeri non mentono&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dal 2010, <a href="https://www.brightlocal.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">BrightLocal</a> (una società di consulenza con base a Londra specializzata in search marketing e SEO) ha condotto studi sull’efficacia delle recensioni dei consumatori online e i numeri sembrano indicare che questo elemento stia diventando sempre più cruciale come <strong>forma di convalida sociale</strong>. Ecco&nbsp;alcune delle conclusioni&nbsp;tratte dallo studio effettuato nel 2016:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>84% degli acquirenti si fida delle recensioni online come se si trattasse di raccomandazioni personali.</li>



<li>9 su 10 consumatori leggono meno di 10 recensioni prima di formare un’opinione su una particolare attività commerciale.<strong></strong></li>



<li>Più della metà delle persone intervistate visiterà il sito di un’azienda per la quale ha letto&nbsp;recensioni<a href="https://www.shopify.com/it/blog/recensioni-positive" rel="nofollow noopener" target="_blank"> </a>positive.</li>



<li>Il 74% degli intervistati dichiara di riporre fiducia nei business locali grazie alle&nbsp;recensioni positive.</li>



<li>Il 58% degli acquirenti crede che la classificazione a stelle di un esercizio commerciale sia uno dei fattori più importanti.<strong></strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Come dimostrato chiaramente dai dati, quindi, i consumatori hanno una forte relazione con le recensioni e la classificazione dei servizi e delle attività commerciali. È l’equivalente del passaparola online e conta tantissimo per aiutare i brand a stabilire fiducia con il loro pubblico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio diverso effettuato nel Regno Unito&nbsp;mostra dati simili&nbsp;a quelli riscontrati nello studio di BrightLocal. Nello specifico, mostra che 50 o più recensioni per prodotto possono causare un aumento di conversioni del 4.6%.&nbsp; Inoltre, il 63% dei clienti è più propenso ad effettuare un acquisto da un sito web che abbia recensioni di altri utenti.<strong>&nbsp;</strong>&#8221; &#8211; <a href="https://www.shopify.com/it/blog/qual-e-la-relazione-fra-le-recensioni-dei-clienti-e-le-vendite" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Fonte Shopify</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto oro?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">E qui permettete due affermazioni un po&#8217; pazze, non proprio da boomer&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">1- Il senso di Community è fantastico: persone da provenienze assolutamente differenti, con interessi, età, desideri, necessità assolutamente differenti che si ritrovano a parlare di un libro. Non succede nel mondo fisico, nessuno (o molto pochi, io forse ne conoscerò 4) di fronte ad un caffè al bar iniziano la discussione con &#8220;Ho letto <a href="https://www.wisemansrl.com/product/basi-mindset-imprenditoriale/">il libro di Flamini</a>, ieri sera&#8230;l&#8217;ho trovato molto interessante, anche se alcuni aspetti sarebbero da approfondire&#8230;.&#8221; ma su Amazon tutti hanno desiderio di dire la propria&#8230;trovo questo desiderio partecipativo molto stimolante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2- Come nel mondo fisico, nel mondo digitale si parla di qualcosa per due motivi: o perché quel qualcosa ti ha stregato, emozionato, cambiato la vita e per questo lo vuoi raccontare, perché vuoi che gli altri sappiano che hai vissuto una cosa bella, oppure perché vuoi vomitare un po&#8217; di fiele, un po&#8217; di veleno, e vuoi farti grande infamando gli altri. Non pubblichi un tuo errore, sottolinei piuttosto quello degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo so, non è particolarmente &#8220;politically correct&#8221; ciò che scrivo, ma molti osservatori notano che sui social (e la recensione è una attività social) si racconta </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ciò che ti è capitato di fantastico, bellissimo, glamour, figo, <strong>in poche parole ciò che dà valore a te</strong></li>



<li>ciò che gli altri, non io, fanno male, peggio di come farei io se solo&#8230;<strong>in poche parole ciò che toglie valore ad un altro</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sui social molto raramente si legge di errori, di cose che sono andate diversamente da quello che si auspicava&#8230;.un po&#8217; come quando si chiede ad un uomo un parere sulla propria macchina nuova: anche se non lo è fino in fondo, raramente racconterà qualcosa diversa dal &#8220;è stata una grande occasione&#8221;, &#8220;è perfetta, fantastica, vola e consuma niente&#8221;&#8230;.a nessuno piace mettere in piazza i propri errori (che invece insegnano più &#8211; e quindi sarebbero più nobili &#8211; dei successi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando alle recensioni, di un libro si dice quindi quando è molto bello (4-5 stelle) o quando è pessimo con critica pesante (1 stella, solo perché non si possono dare 0 stelle&#8230;ancora).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E di un qualsiasi prodotto, dal libro a qualsiasi altra cosa, se si sommano i giudizi a 4 e 5 con quelli ad una stella, si ottiene circa l&#8217;80% dei pareri&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure continuiamo a chiedere recensioni. Eppure continuiamo a sollecitare il lettore a partecipare dell&#8217;approvazione sociale che la recensione garantisce. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il libraio che consiglia non esiste più, e nella scelta il consiglio ora lo devo andare a cercare tra le stelle. Se possibile, 4 o 5.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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